lunedì, 25 agosto 2008

totti

 

ALLA FACCIAZZA DI TOTTI LA COPPA L'ALZIAMO NOI! E IL SUO POLLICIONE ADESSO SE LO FICCHERA' SOLAMENTE NEL CIRCOMETRANO!

ALLA FACCIAZZA SUA, DI QUELLA DEFICIENTE DI SUA MOGLIE E ANCHE DI SUA FIGLIA CHANEL!

E poi, dico io, uno che chiama una figlia "Chanel" è davvero un burino.

Ora che ci penso, quando abitavo a Padova, nel palazzo di fronte a casa mia, viveva una famiglia i cui figli avevano i seguenti nomi:

primo figlio - DOUGLAS;

secondo figlio - KEVIN;

terzo figlio - AXEL.

Altro che Chanel, TS!

Però le barzellette su Totti meritano.

Ne ho letta qualcuna e mi ha fatto piangere dal ridere.

L'intervista
"Nome?"
"Francesco."
"Cognome?"
"Totti"
"Nato?"
"Sì"

Il puzzle
Totti cerca di finire un puzzle. Ci mette quasi quattro mesi. Poi gira la scatola e legge: "dai due ai tre anni". Commenta: "Ahò, ma allora sò un genio!!!".


La biblioteca di Totti

Una notizia tragica letta sui giornali: "E' bruciata la biblioteca di Totti, conteneva due libri".
Totti è disperato: "Ahò, er secondo dovevo ancora finillo de colorare!!"

Totti da Marzullo
Gigi Marzullo invita Totti in trasmissione e lo intervista per sfatare il mito del calciatoe ignorante: "Lei ha mai letto un libro?".
"Sì, leggetti Rin Tin Tin!"
"Lessi!" lo ripende Marzullo.
"No no, mo 'o ricordo bene, nun era Lessi era proprio Rin Tin Tin".

Totti a "Chi vuol essere milionario"
Gerry Scotti invita Francesco Totti a "Chi vuol essere milionario" e gli chiede: "Alfred Nobel ha inventato: il tritolo, la bomba, il bazooka o la dinamite?".
E Totti, sicuro: " 'A dinamite, no?".
Gerry Scotti: "L'accendiamo?".
Totti impaurito: "Ma che sei scemo?!".

Sommario
La fidanzata Ilary regala un libro a Totti, lui lo apre e legge: "Sommario...Piacere, sò Francesco!"

Masticazzi
Totti a scuola. L'insegnante gli chiede: "Totti, fammi il passato remoto di masticare".
E Totti: "Facile... masticazzi".

Apollo
La maestra chiede a Totti: "Francesco, chi era la madre di Apollo...? 'A gallina!".

Call center
Totti chiama un Call Center: "Senta, vorrei prenotà 'na telefonata...".
L'operatrice: "Bene, deve comporre il numero 10 sulla tastiera".
Totti dopo un attimo di pausa: "E come faccio? I tasti sur telefono mio arrivano a 9!!!".

Il cecèno
Totti è fermo con la sua auto al semaforo. Si avvicina un bambino povero, bussa al finestrino e dice: "Signore, mi dà un euro?".
Totti: "Ahò, e perchè te dovrei dà 'n euro?".
"Signore, io cecèno".
Totti: "Sì, e che ce ceni co' 'n euro? Ar massimo ce fai 'a colazione".

Le radici quadrate
Durante gli allenamenti a Trigoria un giornalista chiede a Totti: "Francesco, per sfatare certe voci che ti descrivono come un ignorante, volevo chiederti: ma tu le sai estrarre le radici quadrate?".
Totti: "Sì, 'o so fà ma nun lo faccio, senno me se stirano i muscoli dé 'e cosce!".

Hijo de puta!
Finale di Coppa Italia 2003: Roma-Milan. Totti entra in scivolata su Redondo, facendo fallo.
Redondo sbotta: "Hijo de puta!".
Totti: "Ahò, ciài raggione... Piacere... Io de Trastevere!".

Le mie cose
Totti ha portato la fidanzata al mare, a Ostia. Fa caldo, ma lei non accenna a bagnarsi.
Allora Totti premuroso: "Amò, vatte a fà er bagno".
Lei: "Amò, vatte a fà er bagno".
Lei: "Amò, ciò 'e cose mie".
Totti: "Amò, nun te preoccupà, te 'e guardo io!!!".

Curriculum scolastico
I tre anni più duri per Totti? Quelli della prima elementare.

Vieni al Cepu
Totti sta registrando un promo per la tv: "Vieni al Cepu, ci ho andato anch'io!".

Cepu
A un esame di italiano del Cepu il professore domanda a Totti: "Mi saprebbe recitare la poesia 8 marzo?".
E lui: "Bé... 8 m 'arzo, 8 e un quarto faccio colazione, 8 e mezzo sto a allenamme a Trigoria...!!!".

Cepu 2
Totti e Del Piero si incontrano nei corridoi del Cepu durante l'intervallo.
Totti: "Ciao Alex, come stai? Ti vedo triste stamattina".
Del Piero: "Eh sì, mi hanno interrogato in storia e ho preso un brutto voto!".
Totti: "Perché? Cosa hai sbagliato?".
Del Piero: "Una domanda facile, quasi cretina, ma sai quando sei davanti al prof. ti viene la cagarella..."
Totti: "E che ti ha chiesto?".
Del Piero: "Mi ha chiesto: "Come si chiamava Volta?" e io non ho saputo rispondere!!!".
Totti: "Ma dài, questa era proprio facile, la sapevo pure io che non studio mai, era impossibile sbagliare!".
Del Piero: "Ma davvero tu sai come si chiamava il signor Volta?".
Totti: "certo che ce lo so: Giontra!!!".

Cepu 3
Totti all'esame d'inglese del Cepu. Il professore: "Mi traduca questa frase: "Che Dio t'assista". Totti senza pensarci rispondere: "What God taxi driver!".

Cepu 5
Totti deve fare un esame di geografia. Il professore: "Signor Totti, mi parli dell'Arabia...".
E Totti: "L'Arabbia è quela cosa che me vié quanno nun riesco a fà gol...".

Cepu 7
Totti si iscrive al Cepu e alla prima lezione il tutor gli dice: "Oggi facciamo una lezione facile facile, dimmi cinque nomi di animali che incominciano con la e... Per esempio... ermellino...".
E Totti: "Ermellino... er gatto... er topo ... er cavallo... er cane...".

Cepu 9
Totti all'esame di scienze.
Il professore: "Totti, dimmi il nome di un rettile...".
E Totti: " 'A vipera!".
Il professore: "Bravo, facciamo progressi... Ora dimmi il nome di un altro rettile...".
E Totti: " 'N 'antra vipera!".

50 per cento
Totti dice a un amico: "Guarda, ho trovato in edicola un libro interessantissimo!".
"E come si intitola?"
Totti: "Come risolvere il 50% dei tuoi problemi":
L'amico: "E l'hai acquistato?".
"Sì, ne ho comprati due..."

Le gomme
Totti deve cambiare le gomme della sua Porsche. Va dal gommista e gli dice: "Ahò, me dà dé 'e gomme pé 'a machina". Allora il gommista, entusiasta di avere Totti nel suo negozio, tutto eccitato gli offre il meglio che ha: "Che ci montiamo, quelle Pirelli?".
E Totti: "Ma che pé i relly, quelle pé 'a strada!".


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sabato, 23 agosto 2008

Quando tutto sembrava finito, quando sembrava che l'avessi dimenticata, che mi fossi rassegnato a sognarla, a desiderarla vanamente, ecco che lei è ritornata per ricordarmi che la amo ancora, e che non la amo solo perché ha recitato in Roswell, ma che la amo perché lei è così dolce, così adorabile, così bella e così amabile. Infatti l'ho sognata di nuovo, ma stavolta il sogno era molto confuso. Però era Shiri, sicuro!

Basta! La devo dimenticare; devo togliermela dalla testa. Shiri è un'utopia. E' più probabile che il Padova vinca lo scudetto tra quattro anni, piuttosto che io conosca Shiri.

Al di là di ciò, voglio mostrarvi l'ultimo video che ho montato. Ormai sta diventando la mia specialità. Si tratta dell'eclissi di luna di sabato scorso, da qui facilmente visibile. Il brano in sottofondo è troppo facile da riconoscere, eh, eh! Vi aiuto dicendovi che c'entra con il concerto degli Ohm. E vi ho già detto tutto.

Troverete qualche immagine di Bisceglie, tra cui la stazione e la zona vecchia. Vedrete anche "la prigione", vale a dire il Tecnico Commerciale, la mia ex scuola. E c'è anche il sosia ufficiale di Giorgio Chiellini, ih, ih!


Palestrione - 13:33 - Permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)

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sabato, 23 agosto 2008

Forse questo è un titolo esagerato, se dato da chi non nascondeva un certo scetticismo allorché sentiva Tolkien tolkien_photo_cposto nell’olimpo letterario. Ma a questo punto, dopo la seconda lettura del Signore degli Anelli, ciò appare inevitabile.

Certo la lettura è d’evasione; nulla d’impegnativo. Lo stile è molto semplice, almeno all’inizio. Ma procediamo per ordine.

Il Signore degli Anelli è suddiviso in tre parti: La Compagnia dell’Anello, Le due Torri, Il Ritorno del Re, ognuna delle quali divisa in due libri.

La vicenda si svolge nell’immaginaria Terra di Mezzo, di cui Tolkien è il dio creatore. È un mondo abitato non solo da Uomini, ma anche da Hobbit, detti Mezz’uomini, da Nani, da Elfi, da Stregoni, da alberi parlanti e anche da creature orribili come gli Orchetti o come il ragno gigante Shelob.

Nella lontana Contea, l’Hobbit Bilbo Baggins bilbo baggins, già protagonista del prequel, Lo Hobbit, lascia in dono a suo nipote Frodo Baggins frodo baggins un anello, e parte per un viaggio. Frodo scopre, grazie allo stregone Gandalf il Grigio gandalf, che questo è l’Anello del potere posseduto molti anni prima da Sauron, l’Oscuro Signore sauron. Sauron aveva donato altri anelli alle creature della Terra di Mezzo, ma solo questo gli avrebbe permesso di sottometterli. Poi, l’Anello era giunto nelle mani di Isildur isildur, che però non aveva avuto il coraggio di distruggerlo. Infatti l’Anello è un’arma micidiale che annebbia la mente di chi lo possiede. Il Portatore dell’Anello è legato indissolubilmente al destino di questo piccolo grande oggetto e non ne riesce a fare più a meno. Gli Uomini – dice Tolkien – non possono tenere l’Anello, perché questo li porterebbe alla brama di potere, di dominio. Ed è ciò da cui essi fuggono. Insomma, Isildur era morto e aveva perso l’Anello, che era giunto a Sméagol gollum-smeagol. Questi lo nomina il suo Tessoro. E da Sméagol era giunto infine a Bilbo.

Dunque questo è ciò che dice Gandalf a Frodo allorché scopre che Bilbo era in possesso dell’Anello e che c’è stato un passaggio di consegne. Gandalf consiglia a Frodo di non restare nella Contea, poiché il Nemico – cioè Sauron – rivuole l’Anello a tutti i costi, e sarebbe disposto persino ad uccidere pur di raggiungere il suo scopo. Così Frodo parte, in compagnia di altri tre Hobbit: il fido Samvise Gangee samvise gamgee, Meriadoc detto Merry meriadoce infine Peregrino Tuc detto Pipino (foto non disponibile).

Già ora bisogna notare una divergenza nella trasposizione cinematografica di Peter Jackson. Nel romanzo di Tolkien i quattro Hobbit si fermano presso Tom Bombadil, mentre nel film proseguono direttamente per Brea, ove Gandalf aveva dato loro appuntamento. Un romanzo così lungo non poteva essere rispettato di pari passo.

Dopo essersi fermati da Tom Bombadil, gli Hobbit raggiungono Brea. Nel frattempo scoprono di essere inseguiti dai Naz-Gul nazgul, detti anche Schiavi dell’Anello. I Naz-Gul sono dei terribili cavalieri neri che cercano in tutti i modi di impossessarsi dell’Anello e di riportarlo a Sauron. Nella locanda di Brea, gli Hobbit conoscono Grampasso aragorn, un ramingo che offre la sua protezione. Qui a Brea avrebbero dovuto incontrare Gandalf, ma dello stregone non c’è neanche l’ombra. All’inizio gli Hobbit, soprattutto Sam, sono diffidenti di Grampasso, ma allorché egli mostra di essere dalla loro parte, incominciano a fidarsi ciecamente.

In uno scontro con i Naz-Gul, Frodo, che si era infilato l’Anello al dito (è il Portatore), è ferito alla spalla, e privo di sensi riesce a salvarsi grazie all’intervento di Grampasso, che lo porta a Gran Burrone. Qui finalmente rivede Gandalf, il quale gli spiega perché era stato trattenuto.

Gandalf si era recato da Saruman saruman, capo del Consiglio degli Stregoni, spiegandogli che l’Anello era stato ritrovato e che il Nemico presto si sarebbe mosso. Ma Saruman è in realtà un traditore: aveva offerto a Gandalf di allearsi con Sauron e insieme di comandare, anche grazie all’aiuto del potere dell’Anello. Gandalf si era opposto e Saruman l’aveva imprigionato. Grazie all’aiuto di alcune aquile giganti, Gandalf era riuscito a fuggire.

A Gran Burrone, gli Hobbit incontrano nuovamente il vecchio Bilbo. Qui a Gran Burrone si sono riuniti i rappresentanti delle razze: il Nano Gimli Gimli_vexed, l’Elfo Legolas Legolase Boromir boromir, figlio del Sovrintendente di Gondor, uno dei regni degli Uomini. Il Consiglio è presieduto dal saggio Elrond elrond e da Gandalf. Il Consiglio decide che l’Anello non può essere nascosto né a Granburrone né in nessun altra parte, ma che deve essere distrutto. C’è solo un modo per distruggere l’Anello: gettarlo nel Monte Fato, la montagna infuocata che si trova nel regno di Mordor. Era qui infatti che l’Anello era stato forgiato. Si noti come in lingua inglese ci sia un’assonanza non casuale tra Mordor e Murder, che vuol dire Morte.

Si forma così la Compagnia dell’Anello, composta dai quattro Hobbit, da Gandalf, Grampasso (o Aragorn), Boromir, Legolas e Gimli. E così si chiude il primo libro della Compagnia dell’Anello.

La Compagnia è costretta, malgrado la titubanza di Gandalf, ad attraversare le Miniere di Moria. Qui a Moria, Gandalf si sacrifica, scontrandosi con un Balrog, un Demone, ma permettendo alla Compagnia di proseguire il viaggio. Si giunge così a Lòrien, dove la Compagnia è accolta dalla Dama Galadriel galadriel, che dà loro alcuni doni, tra cui la Luce di Elendil, a Frodo.

Il primo romanzo della trilogia si chiude con lo scioglimento della Compagnia. Boromir cerca di sottrarre l’Anello a Frodo, che però se lo mette al dito e sparisce (è questo il potere dell’Anello). Frodo decide di proseguire verso Mordor da solo; ma Sam non lo lascia andare e lo segue, fedele.

Quanto agli altri membri della Compagnia, Merry e Pipino sono fatti prigionieri da alcuni Orchetti.

Divergenza con il film: La Compagnia dell’Anello di Peter Jackson locandina - la compagnia dell si chiudeva con la morte di Boromir e la partenza di Frodo e di Sam verso Mordor. Nel romanzo, sapremo che Boromir è morto valorosamente in battaglia solo nel secondo libro, Le due Torri.

Ora, quindi, le piste narrative si sono moltiplicate: Tolkien non deve seguire solo la Compagnia, ma deve soffermarsi su tutti i personaggi. Dunque decide nel primo libro delle Due Torri di narrare che cosa accade a Pipino e a Merry, da una parte, e ad Aragorn, Legolas e Gimli, dall’altra. Solo nel secondo libro ritornerà su Frodo e Sam. Nel film, invece, si segue ora l’uno ora l’altro, alternando.

Pipino e Merry riescono a fuggire dagli Orchetti e incontrano Barbalbero barbalbero, un Ent, un essere antico: Barbalbero è un albero parlante. Nel frattempo, Aragorn, Legolas e Gimli hanno deciso che Frodo deve proseguire da solo per Mordor, e che la loro missione finisce lì: non devono più proteggerlo. Si mettono allora sulle tracce di Pipino e di Merry. Incontrano così Éomer di Rohan eomer, il quale chiede di raggiungerli presso il palazzo di Re Thèoden theoden, la cui mente è da tempo annebbiata a causa di un infido servitore di nome Vermilinguo vermilinguo, in realtà fedele di Saruman. Aragorn promette a Éomer di raggiungerlo, qualora avesse ritrovato Merry e Pipino.

Aragorn, Legolas e Gimli si imbattono in Gandalf, che inizialmente avevano scambiato per Saruman. Gandalf racconta come si era salvato dalle grinfie del Balrog. Insieme, si dirigono verso Rohan. Qui, riescono a far tornare la ragione a re Thèoden e a liberarsi di Vermilinguo. Una grande battaglia attende gli uomini: infatti Saruman si è ora alleato con Sauron e sta preparando un grande esercito, per soggiogare tutti i popoli della Terra di Mezzo. Isengard è la torre di Saruman; Barad-Dur è la torre di Sauron: queste sono le due Torri.

Re Thèoden decide di condurre il suo popolo presso il Fosso di Helm. E qui ci sarà una grandiosa battaglia che vedrà vincitori i Rohirrim, aiutati anche dagli Ent di Barbalbero. Saruman è così sconfitto.

Ecco che però nel romanzo Le due Torri troviamo alcuni eventi che nel film vedremo solo nella terza parte, Il ritorno del Re. Per esempio Pipino che si impossessa del Palantir, una sfera magica che consente all’Occhio di Sauron di vederlo. Gandalf prende l’Hobbit con sé e lo porta a Gondor. E così si chiude il primo libro delle Due Torri.

Nel secondo libro, Tolkien ritorna, come già detto, su Frodo e Sam. I due Hobbit non riescono a trovare la via giusta per Mordor. Fortunatamente, o sfortunatamente, per loro, si imbattono in Sméagol, che ora si fa chiamare Gollum. Sméagol desidera impossessarsi nuovamente del suo Tessoro. Frodo non lo uccide e in cambio della vita si fa promettere da Gollum di condurli a Mordor. Gollum accetta; ma Sam è costantemente diffidente. I tre, dopo parecchia strada, incontrano Faramir, fratello di Boromir. Frodo non parla a Faramir dell’Anello, benché questi comprenda che il Flagello di Isildur (così era chiamato l’Anello) sia nelle sue mani.

Dopo aver lasciato Faramir, gli Hobbit si apprestano ad entrare a Mordor, guidati sempre da Gollum, il quale dice di conoscere una strada segreta. Ma in realtà è una trappola: infatti Gollum conduce gli Hobbit nella tana di Shelob, un ragno gigante. L’obiettivo è riavere l’Anello. Altra divergenza: nel film, Gollum fa cadere del cibo giù da una rupe, incolpando Sam e portando Frodo a diffidare del suo fido servitore. Così Frodo ordina a Sam di andarsene. Giunto ai piedi della rupe, Sam si accorge dell’inganno ordito da Gollum e torna indietro. Niente di tutto ciò nel romanzo. Infatti Tolkien fa procedere insieme i due Hobbit nella tana di Shelob. Mentre Gollum si occupa di Sam, Shelob colpisce Frodo e lo fa sembrare morto. Sam, liberatosi nel frattempo di Gollum, raggiunge Frodo e credendo che sia morto, lo lascia lì, disperato, ma deciso a terminare la missione. È per questo che prende l’Anello. In quel momento, giungono degli Orchetti e dalla loro conversazione Sam comprende che Frodo non è affatto morto. Gli Orchetti portano Frodo nella torre di Barad-Dur. Così si chiude il secondo libro delle Due Torri.

Incomincia la terza parte della trilogia, Il ritorno del Re. Pipino è portato a Gondor da Gandalf. Il Sovrintendente di Gondor è il vecchio Denethor denethor, padre di Boromir e di Faramir, legato moltissimo al primo e affatto al secondo. Infatti Denethor è disperato, allorché apprende della morte di Boromir. Pipino diventa servitore di Denethor.

Il terzo romanzo della trilogia è dedicato quasi interamente alla guerra. Gondor deve allearsi con Rohan per sconfiggere l’esercito di Sauron. Eppure le forze degli Uomini non sono sufficienti. Infatti Aragorn, Legolas e Gimli attraversano il Sentiero dei Morti e trovano un esercito fantasma che aveva un antico debito con il re di Gondor. Si scopre così che Aragorn è discendente di Elendil e di Isildur e che è l’erede al trono di Gondor. La battaglia è vinta, ma l’Anello e il suo Portatore dove sono?

Il coraggioso Sam (che si rivede nel secondo libro del Ritorno del Re) libera Frodo dalle grinfie degli Orchetti e nonostante la stanchezza frequente del suo padrone, lo aiuta a raggiungere il Monte Fato. Ma qui ricompare Gollum, che intende riprendersi l’Anello. Proprio prima di gettare l’Anello nel fuoco, Frodo ha un ripensamento e decide di tenerlo per sé. Si mette l’anello al dito, ma Gollum lo afferra e glielo toglie. Nella lotta, Gollum cade nella lava e l’ultima parola che dice è “Il mio tessoro”.

Tutto è finito. La battaglia è vinta e Sauron è sconfitto definitivamente. Le Aquile di Gandalf salvano Frodo e Sam, sfiniti e moribondi.

Si giunge alla conclusione della vicenda, prolungata, forse, eccessivamente, da Tolkien. Frodo e Sam ritrovano Merry e Pipino, e anche Gandalf – che credevano morto nelle miniere di Moria. Gli Hobbit ricevono tanti onori e diventano degli eroi. Aragorn è incoronato re di Gondor e sposa Arwen arwen, figlia di Elrond. Nel frattempo, Denethor, Sovrintendente di Gondor, era impazzito e aveva cercato di bruciare vivo suo figlio Faramir, ma l’intervento di Pipino e di Gandalf aveva impedito la realizzazione del suo folle piano. Faramir, dopo essere stato curato, sposa Éowyn Eowyndi Rohan, nipote di Re Thèoden, morto in battaglia, e sorella di Éomer. Ciò non accadeva nel film.

Tutto sembra finito. Ma Tolkien mostra soprattutto nel finale i suoi limiti. Ormai l’interesse del lettore, dopo più di mille pagine di romanzo, si è pressoché azzerato, e la narrazione procede troppo lentamente. Dunque il finale poteva essere accorciato di almeno cento pagine. La pedanteria di Tolkien si esplicita, poi, nell’appendice al Ritorno del Re, che contiene Annali di Re e Governatori, il calcolo degli anni, gli alberi genealogici, il calendario della Contea valido per tutti gli anni, la scrittura e la pronunzia e infine notizie etnografiche e linguistiche. Certo non si può non apprezzare ed elogiare la fantasia e la meticolosità di Tolkien, ma il lettore che ha sopportato le cento pagine aggiuntive del ritorno degli Hobbit nella Contea difficilmente accetterebbe di proseguire la lettura per altre cento pagine, salvo un vivido interesse per queste ulteriori “curiosità” sulla Terra di Mezzo.

Dopo la distruzione dell’Anello, gli Hobbit tornano nella Contea, e la trovano conquistata da dei briganti, il cui capo è Saruman, fuggito dalla torre di Isengard. Peter Jackson, nella trasposizione cinematografica, ha giustamente deciso di tagliare quest’ultima parte.

Il romanzo, dunque, presenta i suoi aspetti positivi e i suoi aspetti negativi. Sicuramente è narrato con molta semplicità, come una fiaba, nella prima parte, La Compagnia dell’Anello, soprattutto quando l’oggetto della narrazione sono gli Hobbit, che portano il lettore ad identificarsi facilmente in essi. Ma in seguito, lo stile diventa quasi sublime, e spesso Tolkien inserisce canzoni e poemi che gli stessi personaggi narrano. Tra l’altro, si scopre nel finale che il romanzo Il signore degli Anelli è il libro rosso scritto da Frodo Baggins al suo ritorno nella Contea. E questo è possibile vederlo anche nel film.

Tra gli aspetti positivi, che destano la meraviglia e che portano all’elogio di Tolkien, è l’apparato storico-geografico. Un mondo inesistente che è descritto nei minimi particolari, come se Tolkien stesso lo avesse visto. Tolkien era uno studioso di letteratura medievale inglese: è stato ispirato dai poemi epico-cavallereschi, ma anche il ciclo arturiano può avere avuto la sua influenza. Infatti le spade sono chiamate con nomi propri (Pungolo è la spada di Frodo): così accadeva con Excalibur, la spada di Re Artù. Il Medioevo di Tolkien è il Medioevo dell’immaginario collettivo; un Medioevo fiabesco e magico, lontano dal presente storico ma anche lontano dal Medioevo storico.

Dunque il romanzo è una fiaba, ma anche un poema epico-cavalleresco, una saga che riprende le leggende nordiche, una metafora del presente. Eppure rimane, tra i difetti del romanzo, una scrittura a volte troppo lenta e pedante; l’azione che scorre “in diretta”, senza salti temporali alcuni – e così si spiega la lunghezza, forse eccessiva, del romanzo.

Nel complesso, lo si può solo parzialmente definire una storia per bambini. La sua complessità ne rende difficile la comprensione persino ad un pubblico adulto. È consigliata la visione del film per comprendere meglio il romanzo. 

 


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mercoledì, 20 agosto 2008

 

Questo è il video del concerto degli Ohm, cover band dei Pink Floyd. Il concerto si è tenuto il 2 agosto presso l'Anfiteatro di Bisceglie. Naturalmente non potevo mancare. Non è tutto perché ad un certo punto la batteria della videocamera si è scaricata (non da Internet, ih, ih! - orribile). Ho dovuto sintetizzare.

Le coriste erano davvero belle e brave!

I Pink Floyd, come ho avuto modo di dire già a suo tempo, li ho visti dal vivo (ma quelli veri, eh!), a Udine, nel lontano 1994. Credo sia stato il loro ultimo concerto in Italia.

Per gli intenditori: se qualcuno di voi riconoscesse i titoli dei brani di cui non ho messo le didascalie, ditemeli pure. Purtroppo non li ricordo tutti.

Presto vi mostrerò altri video.

Che la Forza sia con voi.


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giovedì, 14 agosto 2008


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martedì, 12 agosto 2008

Poeti del Neodecadentismo, Cavalieri Jedi, Elfi, Nani, Uomini, Orchetti, salve di nuovo, dopo un periodo di meritata vacanza!

Spero che il mio primo cortometraggio (ih, ih!), "Dura la vita a Bisceglie città", sia stato di vostro gradimento. Ne ho già realizzato un altro, "Rivelazioni", che presto vi farò vedere.

Ad ogni modo, intendevo scrivere un nuovo post solamente allorché avessi terminato di rileggere "Il Signore degli Anelli", ma poiché ho appena incominciato l'ultima parte, "Il ritorno del Re", penso che ciò non sarebbe accaduto prima della fine della prossima settimana. Il post sul romanzo di Tolkien lo scriverò lo stesso, promesso.

E' solo che ieri mattina - e anche stamattina - ho fatto due sogni stranissimi. Quello di ieri mattina era più che altro un incubo. Io ero a casa mia (era un'altra casa, non casa mia reale) e mi ero appena svegliato, e vedevo che c'erano i miei parenti - ho riconosciuto mia zia e una mia cugina, che non vedo mai. E nel sogno brontolavo perché i miei parenti avevano occupato il bagno e io dicevo: "Io devo andare in bagno per lavarmi, perché devo studiare, non posso attardarmi", o qualcosa del genere. Mi arrabbiavo così tanto che perdevo la voce! Atroce, veramente. Però è stato, come dire, un sogno profetico, tipo quello che feci su Shiri (ricordate? la mia piccolina!), perché ieri mattina alle 8,30 sono venute mia zia e mia cugina (non quelle del sogno) a portarmi un cornetto. Mah! Sarà una coincidenza?

Il sogno di stamattina, invece, è stato stupendo. Peccato che fosse solo un sogno, è il caso di dirlo. Io vedevo una ragazza bionda (Eowyn? può essere, in fondo...) e le dicevo tante dolci parole, tipo "Pulchra ubera sunt quae paulum supereminent modice"... no, no... sto scherzando, non le dicevo questo (mica parlo in latino, eh!), però la contemplavo. E poi - ecco il bello - le tastavo i seni e le baciavo i capezzoli! Oddio, non penserete che io sia un porco, vero? Era un sogno erotico, è vero, però c'era del puro nell'erotismo.

Sì, forse era proprio Eowyn.

Eowyn

Ho tradito di nuovo Shiri. Non volevo. Credo che nel mio cuore ci sia posto solo per Shiri, però negli ultimi tempi il mio amore per lei si è un po' affievolito. Forse dopo aver rivisto Star Wars mi sono addirittura invaghito di Padme - che assomiglia a Shiri, tra l'altro - e l'altro giorno, pensate, ho rivisto per caso gli attori di Star Wars, ma in film diversi: prima ho visto Natalie Portman (Padme), poi Ewan McGregor (Obi-Wan) e infine Anakin, di cui non ricordo il nome dell'attore. Mah! Che strane coincidenze!

Ma chi era quella ragazza bionda che si ergeva davanti a me come l'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribilis ut castrorum acies ordinata? 

padme

 


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lunedì, 11 agosto 2008

 

Dura la vita a Bisceglie città

Con:

Il venditore Rino

gli amici del bar

mia cugina Marina

Jimmy e Robin.

Montaggio: Palestrione

Diretto da: Palestrione


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